sabato 6 settembre 2008

Retournons! Ovvero quando l'assimilazione del non-identico è una moda


Non smetterà mai di sorprendermi la voglia di esotismo che ci ha preso negli ultimi anni, le forme raggiunte sono le più disparate e si riscopre ciò che non è mai stato. Pare che con il radicalizzarsi del mutamento in senso globalista del mondo contemporaneo si stia radicalizzando la voglia che le singole comunità, locali e provinciali soprattutto, hanno di riscoprire le proprie radici. Ma le radici che si vogliono riconquistare sono irrimediabilmente perdute e ci si avvicina ad esse con la stessa ingordigia della vope all'uva ma non disprezzandone l'odore, senza cedere all'impossibilità di coglierle. Ci si accontenta del profumo, dell'aroma esotico, senza poterne esperire nulla di più. Il riavvicinarsi alle proprie radici, soprattutto nel meridione d'italia, ha qualcosa di patetico e di insopportabile; soffre della logica iperialista che si introietta nelle ore lavorative e si ripropone una catarsi umorale con il riavvicinarsi alle antiche esperienze. Il roussoviano "retournons", il sentimento di unione mistica ad una comunità più autenticamente umana e pre-moderna, ci è precluso e siamo noi ad averlo voluto.
 
A Bari si riaprirà la cantina di "cianna cienne", dove si potranno riassaporare gli "antichi sapori" (questo temine dovrebbe provocare ribrezzo a chiunque abbia un minimo di buonsenso), pasti frugali ma dai sapori veraci conservati come per magia di secolo in secolo. E dove prima bastavano poche lire ad un marinaio, ad un commerciante, ad un pescatore, per godere di un po' di riposo adesso è possibile sborsare decine di euro per godere dello stesso riposo ma senza la fatica che ne costituiva, allora come ora, la condizione principale per un vero godimento. Ciò che fino a qualche decennio fa era una scena normale, e che la modernità ha cancellato come gretta prassi di un mondo atavico, adesso viene riportata in auge con le logiche del moderno sotto forma di merce, con la potenza di fuoco del danaro, per il solo fine di ricavare pingui ricavi dallo sfruttamente dell'orrore di se stesso l'uomo moderno nutre.
 
Scene di quotidiano "retournons" sono dappertutto, ad ogni latitudine, in ogni modalità. Lo scopo è sempre e comunque l'attrattiva turistica dell'esotico. La Taranta salentina ne è l'esempio forse meglio riuscito. Dimenticata per anni, resa aliena agli stessi salentini dalle migrazioni di intere generazioni in cerca di lavoro e futuri rosei, la Taranta si è riscoperta nel sangue dei salentini, che hanno riscoperto di essere salentini come mai lo sono stati prima. A Roma mi capita spesso di riconoscere un salentino: "salentu!" (e affini)campeggia sulle magliette come rivendicazione identitaria o piùsemplicemente come trend.
 
La moda serve a dare segnali di diversità in un mondo in cui il deverso, il non-identico, non ha più alcuno spazio. Il riscoprirsi, lo scoprire nuove realtà-tribali, la sete di novità, di diversità, non sono che frutto della stessa logica che tutto assimila. Nel momento in cui ci si apre al diverso lo si assimila. Si riscopre ciò  era facendo leva su ciò che si è in un momento in cui è ancora possibile rammemorare.
 
Ma finiranno le mode, la moda non aspetta e per essere una moda deve avere un suo decorso e una sua fine.

1 commento:

Anonimo ha detto...

-COMMENTO/AVVISO A TUTTI I MIEI LETTORI-
Scusate per l'off topic e l'impersonalità del messaggio.
Sto per piangere!
Ho modificato link e nome del Blog, ma ignoravo che facendo questo avrei cancellato per sempre tutti i commenti.E dico tutti!...I vostri commenti da due anni a questa parte...Che tristezza...

Se penso che ieri stavo per chiudere il Blog...beh...Mi dico...Forse era destino.Ricominciare tutto da capo.
Meglio sorridere della mia incompetenza vah...eheheh :/

Per chi vuole ancora seguirmi, il mio link nuovo è www.l-ultimadea.blogspot.com

Al mio vecchio indirizzo spiego brevemente il perchè del cambio.

Un bacione e un abbraccio!